Zola Predosa (BO) 2008

…..continua

Accoglienza, ascolto, come ingredienti fondamentali del mio lavoro

Nel momento stesso in cui un operatore si apre all’ascolto e all’accoglienza, questo significa concretamente accettare che l’incontro con le famiglie e i loro nodi non potranno che influenzare il lavoro clinico, orientandolo e rimodulandolo via via in una reciproca interrelazione fruttuosa, in un percorso che, partito come rivolto ai genitori, diventa, nel tempo, uno scambio con e tra genitori e bambini, presenti e attori dei progetti costruiti.
Questo processo ha portato alla necessità di un cambiamento del mio ruolo, verso la costruzione di una relazione più confidenziale, ed ha richiesto pensieri ed elaborazioni …ma il risultato finale ripaga ampiamente: oggi sento a fianco a me molta collaborazione, compartecipazione ed anche affetto. E questo, in un’epoca difficile di lavoro, spesso in solitudine, poco riconosciuto e molto attaccato, mi sembra possa aprire nuovi orizzonti.
Uno scambio continuo
Nella nostra esperienza abbiamo dato molto valore anche al fatto che gli stessi genitori che usufruiscono delle diverse forme di sostegno diventino, a loro volta, un aiuto ai futuri genitori, nel percorso di preparazione rivolto alle coppie che si avvicinano all’adozione: infatti, a turno, alcuni genitori partecipano ad un incontro, il terzo dei quattro previsti, a scambiare la propria esperienza con le persone che iniziano l’iter adottivo.
Questo incontro è solitamente molto intenso e rappresenta una opportunità sia per le coppie che iniziano il percorso e entrano in contatto con le emozioni ed i sentimenti di chi ha realizzato concretamente quello che per loro è un sogno, una sorta di miraggio, sia per i genitori che portano la propria esperienza, che diventa narrabile ed assume un valore condiviso e ancora più profondo e radicato in loro.
La nascita delle esperienze di gruppo
Nel 2005 è nato il gruppo storico, il “Giusberti’s group”, formato oggi da 7 famiglie con 8 bambini in età scolare di età omogenea: in questo gruppo la partecipazione è stabile e si discute insieme l’eventuale ingresso di una nuova famiglia: negli anni il gruppo ha perso una famiglia che si è trasferita ed ha accolto tre famiglie in diversi momenti. Gli incontri hanno  cadenza mensile e si collocano in orario tardo-pomeridiano (dalle 17 alle 19,30), ospitati in  spazi offerti dal Comune di Zola Predosa.
Nel 2006 è partita la sperimentazione del “gruppino”, formato oggi da  5 famiglie, che vede la partecipazione, insieme, dei genitori e dei 7 bambini, di età prescolare, perlopiù arrivati attraverso l’adozione nazionale e con una predominanza di rischi giuridici.
Il gruppo ha avuto nel tempo un ricambio più forte: due famiglie che hanno adottato bambini neonati al termine dell’anno di affido preadottivo non partecipano stabilmente, ma si incontrano con gli altri nei momenti di festa, ci vengono a trovare quando possono e per noi fanno comunque parte del gruppo: Francesca porta qui uno scritto sulla sua esperienza adottiva.
Via via si sono inserite nuove famiglie fresche di adozione, in quanto questo gruppo accoglie le famiglie poco dopo l’ arrivo dei bambini.
A ciascuna di loro, comunque, vengono garantiti momenti di confronto individuale nelle fasi più critiche dell’impianto della relazione genitoriale.
Il gruppino si incontra mensilmente in orario mattutino, la durata è di circa due ore e mezza e il luogo è la palestra della riabilitazione infantile, per consentire ai bimbi di trovare spazi e giochi adeguati, e contemporaneamente ai genitori e a me di parlare, spesso nel caos, delle loro difficoltà, pensieri, cambiamenti…

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Una risposta

  1. 27/09/2013

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