GRUPPO SCOLARE 2 VERBALI ANNO 2015 – 2016
Mercoledì 11/11/2015
L’incontro si apre con l’intervento di Tiziana Giusberti che ci aggiorna sulle “linee guida” di quest’anno:
- Inizio del percorso di autonomia gestionale dei Gruppi, che si incontreranno mensilmente anche senza Tiziana e a Tiziana relazioneranno in merito a quanto emergerà negli incontri. A Tiziana verranno portate e le problematiche più sensibili condivise nel Gruppo perché possano essere da Lei accolte e supportate.
- Partecipazione attiva all’interno del Gruppo e tra i Gruppi: chi ha risorse le mette a disposizione (es. occupandosi della gestione del sito dell’Associazione, della comunicazione nei/tra i Gruppi, dell’organizzazione di eventi ed iniziative di autofinanziamento ecc.).
- Realizzazione di percorsi di “lavoro strutturato” per i nostri figli durante gli incontri mensili del Gruppo. Alcuni esempi:
- realizzazione di un filmato / video sul tema del “viaggio alla ricerca delle proprie origini” (progetto realizzabile grazie al finanziamento disposto dalla Fondazione del Monte, alla collaborazione con la Cineteca di Bologna e alla presenza dei nostri Educatori)
- attivazione di un “laboratorio doposcuola” per il sostegno allo studio
Si passa poi al consueto confronto tra le coppie e ad un breve giro di aggiornamento sulla relazione con i propri figli nella quotidianità (in famiglia, nella scuola ecc). Si accoglie e si ascolta l’esperienza due coppie di neo-genitori e si conclude con la proposta del tema di discussione lanciato da Tiziana per il prossimo incontro:
“Il figlio immaginato e il figlio reale”
Mercoledì 13/01/2016
L’incontro si apre con l’intervento di Tiziana Giusberti che riassume i contenuti emersi nell’incontro del Comitato Direttivo avvenuto sabato 9/01/2016 ovvero:
- conferma della volontà di attivare un “laboratorio doposcuola” per il sostegno allo studio dedicato ai nostri figli.
- Il progetto prevede un lavoro di affiancamento mirato non solo allo studio delle materie e all’esecuzione dei compiti assegnati a scuola ma soprattutto un percorso di educazione alle relazioni con i pari e con gli adulti, all’accettazione delle regole e del loro significato, alla crescita dell’autostima e della consapevolezza delle proprie capacità, di educazione all’Arte e alla Natura come “vettori” di esperienze di bellezza, armonia, bene.
- Il laboratorio avrà sede a Cà La Ghironda, si chiederà agli Educatori del C.N.G.E.I. di partecipare ( Comitato Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani) così come ai genitori che possono mettere a disposizione le proprie competenze ( es. un papà è madrelingua inglese / bilingue italiano-inglese e potrebbe attivarsi come insegnante).
- conferma dell’impegno di portare avanti il progetto di Formazione con CEFAL già attivato la scorsa estate presso Cà La Ghironda. Il progetto ha avuto un riscontro molto positivo tra i figli adolescenti che hanno interrotto la scuola superiore o sono alla ricerca di un percorso costruttivo attraverso cui esprimersi. Il CEFAL ha propone una formazione teorica e pratica per addetti alla ristorazione, alle vendite e nel settore elettrotecnico e incontrerà la nostra Associazione Lunedì 8 Febbraio alle ore 17.00.
- organizzazione di una “ Festa di Primavera-Apericena con Ospite” nella persona del Presidente del Tribunale ( da definirsi).
- Tutti i progetti verranno attivati grazie al contributo economico della Fondazione del Monte e all’autofinanziamento laddove necessario.
Si passa poi al consueto confronto tra le coppie sul tema “Il figlio immaginato e il figlio reale” ovvero “Quali aspettative abbiamo sui nostri figli” ?
Ecco alcuni contributi:
- Aspettativa dell’obbedienza:
- ci si aspetta che i nostri figli obbediscano ai nostri insegnamenti invece ci si trova a dover fare i conti con comportamenti opposti agli insegnamenti dati. Quando chiediamo loro “ Hai capito cosa ho detto”? la risposta è “sì” ma le azioni non sono coerenti alla risposta data.
- ci si aspetta che i nostri figli accettino di sottostare alla nostra autorità e invece ci troviamo a fare i conti con figli anche molto piccoli che non accettano l’autorità degli adulti perché abituati ad autogestirsi fin dai primi anni di vita.
- Aspettativa del controllo:
- ci si aspetta che i nostri figli preferiscano risolvere una situazione di criticità senza arrivare allo scontro invece ci si trova ad essere “provocati” fino al punto di esasperazione , come fosse necessario “testarci” per capire fino a dove possono spingersi. Spesso si perde il controllo e si sfocia nello scontro.
- Aspettativa della prestazione scolastica:
- ci si aspetta dai nostri figli una prestazione scolastica elevata pensando di fare il loro bene ma ci si trova a fare i conti con le “ansie da prestazione” di chi rischia di attingere la propria autostima unicamente da un voto scolastico o da una prestazione meritevole e non dall’essere amato per quello che è.
Mercoledì 10/02/2016
L’incontro si apre con l’intervento di Tiziana Giusberti che conferma l’inizio del progetto “doposcuola/studio guidato” sia per i nostri figli che per qualunque famiglia interessata. Le attività si svolgeranno presso Cà La Ghironda con modalità e orari che verranno comunicati in occasione dell’incontro di presentazione del progetto fissato per martedì 16 Febbraio.
Si passa immediatamente al “ giro tavolo” con numerosi spunti di confronto e condivisione. Non essendo stata portata avanti unicamente la riflessione su “Il figlio immaginato e il figlio reale” iniziata nell’incontro precedente, si riportano di seguito le domande, i contributi e le riflessioni nate spontaneamente e.. ancora in fase di risoluzione!
Eccone alcune:
- Come reagiscono i nostri figli quando si sentono esclusi, rifiutati dalla classe / parte di essa o faticano ad inserirsi?
- entra in gioco l’autostima, credono di non essere accettati perché “diversi”
- reagiscono alla percezione della loro “diversità” raccontando subito e platealmente la loro storia come per “preparare una difesa” se necessaria
- si autoescludono a priori fingendo di non essere interessati a far parte del gruppo per paura di essere rifiutati qualora facessero un tentativo
- riescono a reagire difendendosi se attaccati, ognuno con la sua modalità (maschi più fisici, femmine più “verbali”)
- Che strategie adottano i nostri figli per sentirsi accettati e amati da noi genitori?
- sono seduttivi, compiacenti: aspirano a soddisfare le nostre aspettative per ricevere approvazione
- sono conflittuali: ci sfidano e mettono alla prova per vedere se sapremo amarli così come sono, senza andarcene, senza mollare, accogliendoli sempre e comunque
- sono mimetici,emulativi: adottano comportamenti e identità differenti in funzione delle situazioni che affrontano e delle relazioni che vivono
- Come nasce l’amore nel rapporto con i nostri figli?
- spunto per il prossimo incontro
- “Mamma, Papà voi mi amate! Siete in grado di reggere il mio “tutto” quando viene fuori?”
- spunto per il prossimo incontro
- Mamma, Papà… E la coppia ?
- Spunto per i prossimi incontri
Mercoledì 9/3/2016
L’incontro è stato molto ricco di contributi e confronti che hanno preso spunto dal consueto “giro tavolo” di aggiornamento per poi soffermarsi sul racconto più approfondito delle singole storie adottive dei nostri figli.
Analizzando i loro comportamenti laddove manifestano “resistenza” all’integrazione (a scuola, con i bambini del nostro Gruppo o altrove) emerge sempre lo stesso tema, ovvero la paura di essere “diversi” in quanto adottati, la paura di non essere accettati in quanto “diversi”, la fatica di dover fare i conti con la propria storia di abbandono ed i tanti interrogativi che genera.
Alcuni quindi preferirebbero non partecipare al Gruppo per “neutralizzare” questa condizione, altri al contrario vengono volentieri perché nel Gruppo si sentono “uguali” ma faticano a relazionarsi a scuola dove la loro “diversità” emerge; altri comunicano la loro storia adottiva in modo fin troppo plateale come a voler “preparare la difesa” in caso di “attacco”…
Per costruire e rafforzare l’identità dei nostri figli è indispensabile aiutarli a fare i conti con la memoria della propria storia di vita. Impresa complicata, non solo perché spesso mancano le informazioni primarie e di conseguenza le risposte ma soprattutto perché non ci sono mai risposte sufficientemente esaustive alla domanda : “Perché sono stato abbandonato”?
Le domande a cui facciamo fronte quotidianamente ( anche in silenzio) trovano sempre risposte “parziali” :
- Chi erano i miei genitori biologici?
- Ho fratelli o sorelle?
- I miei genitori di pancia o altri familiari conosciuti sono ancora in vita?
- Perché non posso rivedere mia mamma/mio padre/ i miei nonni?
- Perché mi hanno lasciato?
Per aiutarli a “riempirsi” di risposte il più possibile esaustive ed autentiche possiamo solo assecondare le loro richieste, modulandole sulla capacità di ricezione e “tenuta” che ciascuno dei nostri figli ha:
- qualcuno tornerà nel Paese di adozione del proprio figlio
- qualcuno ha mantenuto i rapporti con la casa famiglia / istituto in cui è stato accolto il proprio figlio
- qualcuno dovrà far convivere con l’impossibilità di recuperare informazioni
Si continuerà a condividere il tema della gestione della storia dei nostri figli nel prossimo incontro
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